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domenica 8 novembre 2009

ATALANTA vs JUVE

Ecco quello che si dice una partita cartesiana: un vero e proprio Discorso sul Metodo. Ferrara ha scoperto il suo “metodo” mediante la considerazione del procedimento matematico più precisamente formulato su ogni possibile dimostrazione che implichi il numero 5. Cinque gol alla Samp. Cinque gol all’Atalanta. Due a tre con il Napoli la cui somma fa ancora 5. Cinque punti dall’Inter dopo il pareggio di questa con la Roma.

Si potrebbe ravvisare uno sconfinamento verso la Kabbala se non fosse che l’anima partenopea di Ferrara spinge verso la Smorfia.

camoranesi
Illustrazione di Franz Iacono.

Dunque il Discorso sul Metodo di Ferrara-Cartesio è consistito a Bergamo nella dichiarazione delle 4 regole fondamentali. La prima, quella dell’evidenza. La Juve parte in tono molto compassato. E’ evidente che il freno a mano corrisponde alla politica del gatto con il topo.

La seconda è quella dell’analisi: la povera Atalanta, debilitata da un'epidemia di influenza, assume chiaramente la veste della vittima sacrificale.

La terza regola è quella della sintesi e quindi Camoranesi trae le conclusioni e attua il suo schema preferito, verticalizzazione e doppietta.

La quarta regola è quella dell’enumerazione che porta inevitabilmente ancora a 5, anche se sul 2 a 3 il topolino nerazzurro ha fatto vedere, ai bianconeri, i sorci verdi.

In questa multietnicità di colori si è sviluppata infine una partita totalmente irrazionale e metafisica che ha fatto dichiarare a Ferrara, dopo partita, “ Non cogito, ergo….”