BADGE — diffondi il pensiero calciosofico.

Facebook

Franzi ti invita a diventare fan di

sabato 28 novembre 2009

FRANCIA vs IRLANDA: LA MANO DI DIO.

Una delle ultime scene dell’Iliade. Ettore e Achille stanno combattendo all’ultimo sangue: immaginiamoci uno spareggio fra due squadre, diverse per lignaggio e potenzialità. I troiani vedono l’opportunità di una clamorosa affermazione. Gli achei, storditi, invocano i numi, soprattutto Platini.

Ettore spinge con forza la lancia verso lo sterno di Achille che sconsideratamente l’ha lasciato libero dalla difesa dello scudo. Ettore sente di avere la vittoria in pugno, ma Atena, con un graziosissimo abitino a forma di nuvola (un modello copiato dal Fuksas del Palazzo delle Poste di Roma) devia la lancia con una mano. Poi l’Equipe dirà che si era trattato della “ main de dieu” sotto forma di quella di Thierry Henry.

I troiani sono fottuti. In Sudafrica per i Campionati del mondo andrà la Francia.
henry-domenech
Illustration by Franz Iacono.

Cos’era successo? Ma niente: dopo 105 minuti di gioco epico, condito di paure, parossisimi, stress, il braccio di Henry si convince che quella allo stadio Saint Denis non è una partita di calcio bensì di basket, così fa insaccare nella porta dei troiani il più fulgido esempio di mancanza di Etica, di Giustizia (vinca il peggiore!), di Sportività.

Il fine dell’homo calciator è senza dubbio la felicità di fare gol e quello dell’homo calciator dubliniensis è la felicità di fare gol ai Bleus. Ma come dice la saggezza antica la felicità consiste nell’assenza di turbamento (vedi Trapattoni), delle passioni (vedi i giocatori irlandesi), nell’ideale dell’indifferenza e del distacco (vedi Henry che prima imbroglia poi con assoluto candore dice “ mi dispiace”). Il primo ministro irlandese chiede alla Fifa —agli Dei— di ripetere la partita, come fosse possibile ripetere il destino.