
Illustration by Franzi.
Il tempo concepito come distensione dell'anima, rivelazione del soggetto che coglie il passato attraverso la memoria (corro come a vent'anni, dice Ambrosini in una delle più strepitose partite della sua carriera, in cui fra l'altro si procura due rigori) che coglie il presente con l'attenzione (la gara si era messa in salita, ma valori tecnici e straordinaria bravura dei suoi solisti hanno tenuto sotto controllo la partita rifilando infine ben 5 gol al Genoa e subendone due) che coglie il futuro con l'attesa (ma infine qual è la distanza dalla capolista? Otto, sei cinque punti?).
Il Milan ha interpretato alla perfezione la teoria agostiniana della Beata Vita, dove ciò che conta è l'illuminazione (la creatività di gioco, l'originalità), l'importanza della volontà, il profondo senso della storia (la propria). Beata Vita che la spice family, ritornata a Milano (Victoria Beckham: I love Milano. David Beckham: I love Milan) chiamano Dolce Vita. E Milano ama i Beckham, soprattutto lei. Tant'è che alla fine della partita con il Genoa, tutti i tifosi milanisti, l'indice e il medio messi a V, con un'unica voce a gridare: Victoria, Victoria.











