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giovedì 10 dicembre 2009

INTER VS RUBIN KAZAN. L’ELOGIO DELLA PAZZIA.

L’impulso vitale, la beata incoscienza, l’illusione, la temerarietà contenta di sé. In una parola il coraggio vitale finalmente. La partita contro il Rubin Kazan, ha mostrato, come ventilato da Erasmo da Rotterdam, che gli interessi vitali possono squarciare il velo di certe titubanze ed evidenziare le realtà che esse celano.

E allora evviva la pazzia che procura la felicità di sapere di occupare un posto distinto in paradiso.
supermario balotelli
Illustration by Franzi.

Evviva la pazzia di schierare una squadra che scardina i meccanismi difensivi nerazzurri e schiera un 4-2-3-1 a trazione anteriore con due soli mediani (Stankovic e Thiago Motta) più tre punte vere.

Evviva la pazzia di Balotelli che improvvisamente ricordandosi di essere Balotelli (Se saltelli esalti Balotelli) offre, prima, di tacco a Eto’o il pallone da mettere in rete, poi segna egli se stesso medesimo lui con una punizione tirata a 97 kmh (giuro, è scientifico). Imparabile.

Evviva Zanetti che asseconda la pazzia di dimenticarsi dei suoi 36 anni (giuro, è documentato).

Evviva la pazzia dei completini verde campo dei russi, che si mimetizzano, come i camaleonti, con l’erba dello stadio.

Evviva la pazzia del completino bianco virginale di Julio Cesar che contesta la regola che vuole l’abbigliamento del portiere in colori sobri per non dare troppo nell’occhio.

Evviva la pazzia di Murinho che scambia il calcio per una irrimediabile filosofia di guerra permanente tenendoci svegli e accorti.

Evviva la pazzia che rende la vita bella.