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venerdì 26 febbraio 2010

Wayne Bridge



SOCRATE: Povero Bridge, ho saputo che hai rinunciato alla nazionale inglese per non incontrare quel soprofita di John Terry.

BRIDGE: Dici bene, oh Socrate. Soprofita è la parola giusta per indicare chi si è nutrito della mia carne.

SOCRATE: Beh, la carne era quella di tua moglie Vanessa.

BRIDGE: Sì, ma apparteneva a me. Lei mi aveva giurato amore eterno, lui mi aveva amicizia eterna e io giuro a entrambi rancore eterno.

SOCRATE: Ma forse esageri Bridge, sai come vanno le cose della vita. Per esempio io sono certo che la mia Santippe non mi ha mai tradito, ma se qualcuno se la pigliasse non mi adombrerei più di tanto.

BRIDGE: Te credo Socrate, brutta com'è, chi vuoi che se la pigli? La mia Vanessa al contrario se la vogliono pigliare tutti e io ho un gran d'affare a tenerla al guinzaglio. Aspettano che vada all'allenamento o sia impegnato in campo per correre e infilarsi nel mio letto. Nel mio letto capisci? Perché se se la portassero in giardino, non avrei niente da ridire. Ma nel mio letto!

SOCRATE: In ogni caso Capello c'è rimasto malissimo.

BRIDGE: Perché anche lui voleva?

SOCRATE: No. Ci è rimasto male per il fatto che hai piantato la nazionale.

BRIDGE: E come potevo fare diversamente? Te lo immagini io e Terry nello spogliatoio? Lì a confrontarci gli attributi per vedere chi fra noi due si meritasse di più la compiacenza di Vanessa?

SOCRATE: Povera Inghilterra!