SOCRATE: Caro Supermario, la disposizione benevola che trascende il calcolo è forse un'esperienza che mai hai provato?
BALOTELLI: No. Nemmeno in squadra. Anche quando faccio tutto bene, nei limiti esplicitamente normativi, vengo regolarmente redarguito.
SOCRATE: Chi osa? Mourinho?
BALOTELLI: Osano tutti. Anche se tutti dicono che lo fanno perché mi vogliono bene, perché vogliono che io cresca. Ma io sono già un metro e novanta.
SOCRATE: Balotta, è vero che tifi Milan? Quelli dell'Inter digeriscono male questa idea. Se poi vai allo stadio a vedere il Milan li fai letteralmente impazzire.
BALOTELLI: Ma io lo faccio per il bene dell'Inter. Sono una specie di 007 in avanscoperta per scoprire tutti i segreti rossoneri per capire i quali, ebbene sì, occorre un cuore rossonero.
SOCRATE: Ahi, ahi. Comunque non è che sei un tipetto molto amato. Secondo te è perché non sei un puro ateniese?
BALOTELLI: Ma va! Quelli che mi fischiano lo fanno solo per paura, perché mio caro Socrate, faccio paura. Da solo riesco a mettere in fuga le armate persiane e anche quelle spartane.
SOCRATE: Mourinho ha avuto da ridire sulla tua superlussuosa Mercedes.
BALOTELLI: Anche lui è un invidioso: non ha digerito che la mia auto sia più veloce della sua. Con la mia si cucca meglio.
SOCRATE: Insomma sei un mostro di simpatia.
BALOTELLI: Non dire mostro. Come vedi sono un bel guaglione, bravo, e in più italiano.
SOCRATE: Sì, in effetti. Ma perché il riso non alberga mai sulla tua bocca?
BALOTELLI: È per via delle carie: non ho un sorriso Durban's, quindi tengo le labbra chiuse.
SOCRATE: Beh, qualche volta le apri.
BALOTELLI: Sì, per mandare a quel paese tutti quelli che mi fanno schifo, e sono tanti, oltre a quel tanghero di Lippi che crede di poter vincere i mondiali senza di me.
SOCRATE: Ultimamente parlano un gran bene di te. Sei sulla bocca di tutti.
BALOTELLI: Sì, di tutti quelli che vanno alla stadio per insultarmi. Sono veramente sulla bocca di tutti (gli avversari naturalmente).
SOCRATE: Voglio dire, di tutti quelli che ti vogliono in nazionale.
BALOTELLI: E hanno ragione, perché il futuro dell'Italia sono io. Un futuro nero nero.











