SOCRATE: Voglio chiederti, Borriello, se tu discendi direttamente da Boria, una delle Erinni più imbronciate.
BORRIELLO: No, Socrate, sbagli. Io bello come sono, discendo direttamente da Apollo. Conosci quel pezzo di Storia che recita: "Borriello, figlio di Apollo, fece una palla di pelle di pollo (un tempo i palloni erano fatti così) e tutti pesci venivano a galla per giocare con la palla di pelle di pollo fatta da Borriello figlio di Apollo"?
SOCRATE: Conosco la storia, ma non proprio in questi termini. Comunque Apollo era un goleador in quanto ad amplessi. Basta chiedere a Venere.
BORRIELLO: Esattamente come me. Tale il padre, tale il figlio, anche se, permettimi, la Belem, tanto per fare un esempio, è molto meglio di Venere, così pingue, flaccida, indolente.
SOCRATE: Cambiamo discorso, parliamo di calcio. Quest'anno sei letteralmente esploso nel Milan. Hai una media gol impressionante. Cos'è che ti ha fatto migliorare così tanto?
BORRIELLO: Ho cambiato specchio. Così ho potuto rimirarmi meglio e dunque ho preso coscienza delle mie superbe qualità.
SOCRATE: Attento Boriello, non diventare Narciso che poi sai come finiscono i Narcisi.
BORRIELLO: Sì, fra le braccia di Belem.
SOCRATE: E dài, con 'sta Belem! Non ti basta la tua compagna attuale?
BORRIELLO: Io, la Belem c'è l'ho sempre nel cuore e quando segno e insacco è sempre a lei che penso.
SOCRATE: L'amore, l'amore. È quello che predica Leonardo. Come ti trovi con lui?
BORRIELLO: È una brava persona. Un personaggino niente male. Un pezzo di pane. Anzi di pizza.
SOCRATE: Eh già, tu sei napoletano e la pizza ce l'hai nel sangue.
BORRIELLO: Mi ricordo, quando nei dopo partita, io e la Belem ci mangiavamo due margherita a testa e poi a sfinirci di bacetti e carezzucce. Meglio dei massaggi del massaggiatore del Milan.
SOCRATE: Ma sei veramente convinto di essere figlio di Apollo?
BORRIELLO: Certo! Anche la Belem mi diceva sempre: "BELLO, come il sole."
SOCRATE: Ho capito, ti coronava di vezzeggi. Nel senso che ti metteva Corona in testa.











