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venerdì 12 febbraio 2010

JOHN TERRY



SOCRATE: Salve Mr. Terry. Sappiamo che Lei è appena tornato da Sodoma e Gomorra un po' frastornato e consunto. Come potrei chiamarla?: "colui che cerca sempre di metterla dentro, l'introduttore"?

TERRY: Proprio come dice lei, Socrate. A me piace moltissimo mettere la palla in rete. Nella rete avversaria beninteso.

SOCRATE: Ma le sembra un avversario, un compagno di squadra a cui ha fregato la sua Vanessa?

TERRY: Vanessa! Vanessa! È il nome di una farfalla, e come ogni farfalla che si rispetti vola di fiore in fiore, di pistillo in pistillo. E di fiori al Chelsea ne ha trovati tanti, anche in offerta speciale, in promozione, anche in "prendi cinque" e non paghi nessuno". Anzi, ha corso il rischio di essere pagata, che non è il massimo dello chic.

SOCRATE: Dunque la colpa di tutto questo casino (intendo il Chelsea) è di Vanessa Perroncel, così seducente, tentatrice. E i giocatori, ragazzotti ingenui, hanno volentieri praticato, per orgoglio di squadra, la condivisione dei peni?

TERRY: Senti, protofilosofo, finiamola qua con questa storia. Per me è gia tutto nel dimenticatoio. Io, torno al mio grande amore: Toni.

SOCRATE: Toni ???????

TERRY: Sì. Mia moglie si chiama Toni, e Ancelotti, da buon latino che capisce di queste cose come dice Blatter, non solo non mi ha punito, ma mi ha dato una settimana extra di vacanza così posso raggiungere Toni a Dubai.

SOCRATE: Però un po' le sarà dispiaciuto perdere la fascia di capitano della nazionale inglese.

TERRY: Ho perso la reputazione, ho perso la stima di quei baciapile dei miei compatrioti, stavo per perdere la mia adorata mogliettina: cosa vuoi che sia perdere la fascia di capitano?