In greco la parola gnosis significa conoscenza. Essa però non viene usata nel Milan a denotare una conoscenza “ pura” cioè rigorosamente razionale del calcio, bensì una conoscenza basata molto sull’estro, la fantasia autonoma dei giocatori, la sorpresa imprevista del talento, insomma l’anima brasiliana che prevale sulle altre componenti siano esse latine, olandesi, e così via.
I sostenitori della gnosi, che sono molti anche all’interno del Milan, dedicano tutti i loro sforzi a cercare una combinazione fra elementi di estro ed elementi conoscitivi della disciplina pedatoria che non si limiti ad accostarli ma riesca davvero a fonderli in una unità inscindibile.
Il frutto di questa combinazione è un fantasmagorico quadro in cui la facilità di vincere si accompagna a qualche affanno nel subire. La partita con l’Udinese, oltre ad aver resuscitato Huntelaar (una doppietta) e Pato, ha dimostrato che giocatori come Ronaldinho fanno la differenza anche in una serata non proprio di estro eccelso. Finisce 3 a 2 con patemi fino all’ultimo minuto.
Ma soprattutto si è risvegliato il Milan, in attesa del partitone con il Manchester United, rialzatosi da una serie di cadute recenti, non prive di analogie con il peccato originale, cioè la gnosi trascurata delle regole: date all’Attacco ciò che è dell’Attacco, date alla Difesa ciò che è della Difesa. Se poi date al Centrocampo ciò che è del Centrocampo la cosa è fatta.
#ItaliaNigeria, vista da Twitter
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