L'Inter, reduce da tre pareggi ma anche da una vittoria di prestigio contro il Chelsea, si è presentata a Udine decimata in difesa e sperimentale a centrocampo. Ciò che voleva dimostrare Mourinho (relegato in castigo in tribuna) è che in qualsiasi condizione ("solo in 6 ci possono battere") l'Inter è alla ricerca costante di un senso universale di essere Inter e nel contempo di un sapere specifico del calcio "made in Inter".
Questi due aspetti si sono precisati ulteriormente con l'aspirazione "all'interno della totalità" della mente di Mourinho in cui alberga la possibilità straordinaria di vedere "tutto il tempo" e "tutto l'Essere" (Inter). Un vero fondamentale passaggio dal pensiero mitico (tutto centrato sulla personalità eroica di Ibrahimovich) a quello filosofico con l'affermazione di un principio unico (Inter, ancora Inter, fortissimamente Inter) causa di tutte le cose che sono.
Qualcuno dice, giustamente, che l'Udinese meritava qualcosa di più del 2 a 3, ma questi sono argomenti e vicissitudini che riguardano i mortali. L'Inter sta sull'Olimpo.
#ItaliaNigeria, vista da Twitter
-
Ennesimo pareggio in amichevole per gli azzurri sulla strada che porta a
Brasile 2014. L'avversario stavolta è la *Nigeria*, capace di ribaltare il
vantag...











