La riflessione sulla partita Juventus-Bari è caratterizzata dal problema cosmologico, cioè dalla ricerca di un principio che, al di là delle apparenze molteplici e multiformi, faccia della Juve un mondo unitario e ne renda possibile la conoscenza.
Questa unità si configura come la materia di cui la squadra è composta (giocatori, allenatore, dirigenza e, perché no, tifoseria) come la forza che dovrebbe indicare il rango della squadra, come il principio che la renda intelligibile. Non è così facile interpretare la vera essenza della Juve, oggi.
Nella partita Juventus-Bari (3 a 1) Vincenzo Iaquinta (doppietta) ha dimostrato di essere uno degli elementi su cui contare anche per il futuro (è uno dei pochi non contestati).
Da segnalare che alcuni settori dello stadio hanno applaudito la squadra e pertanto anche questo è un sintomo che qualcosa sta cambiando. Ora l'importante per la società è chiudere un campionato maledetto con dignità. Incombe una rifondazione che potrebbe anche, per qualcuno, essere molto dolorosa, ma assolutamente necessaria per conoscere la "sostanza profonda" della Juve, primo elemento generatore della realtà, individuabile non nel mito di un grande passato, ma in quello di un grande futuro, indagato razionalmente.
#ItaliaNigeria, vista da Twitter
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