E' il principio di Leibniz per cui "La natura non fa salti". In effetti l'Inter rimedia um misero punto sui 6 in palio nelle ultime due gare di campionato. Meno salti di così! Ciò che rimane costante nell'Inter non è la qualità di movimento, ma la quantità di azione motrice che è pari al prodotto della massa (gli undici nerazzurri in campo) per il quadrato della velocità. (Magico Leibniz che capisce tutto dell'Inter). L'azione motrice o forza viva rappresenta la possibilità di produrre un determinato effetto, per esempio un gol, e così implica un'attività che è la semplice traslazione nello spazio verso la porta avversaria.
Il concetto di sostanza individuale (sempre frutto della testolina di Leibniz) prende forma soprattutto nell'elemento Milito, perfetto ordine contingente di spirito e fisicità. Il suo gol però non fa altro che attivare la forza passiva della squadra che vivacchia sui principi della legge di continuità, illudendosi (attività puramente metafisica) di controllare sino alla fine il risultato.
Ma il dio pallone è imperscrutabile, oltreché rotondo. Sneijder prende la traversa, non lo specchio della porta. Lucio segna, ma è in fuorigioco, Sneijder si fa espellere. Tiribocchi pareggia a 10 minuti dalla fine e proprio alla fine Thiago Motta si fa parare il gol della vittoria.
Ma, sempre per la legge di continità, l'Inter avanza anche se solo di un punticino sulle inseguitrici e le altre, per la stessa legge, rinculano inesorabilmente.
#ItaliaNigeria, vista da Twitter
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Ennesimo pareggio in amichevole per gli azzurri sulla strada che porta a
Brasile 2014. L'avversario stavolta è la *Nigeria*, capace di ribaltare il
vantag...











