Diogene di Sinope, fondatore riconosciuto del movimento cinico, vaga sugli spalti dello stadio di Zurigo, con in mano una lanternuccia ecologica, declamando lamentoso: cerco l’uomo, cerco Pirlo, cerco Seedorf, cerco Pato. Niente.
Velocità e compostezza svizzere impressionano il filosofo che, vestito di uno sdrucito mantello di lanaccia grezza e con una bisaccia piena di sogni e contumelie, fa innervosire i milanisti che mal sopportano tutto ciò che non è chic, fashionable, glamour, blasé.
In effetti Diogene si è vestito così per essere in linea con l’evento e omaggiare la Cinderella d’Europa: lo Zurigo che oggettivamente con il suo gioco semplice ed efficace (il centrocampo con una linea di 5 uomini) ha messo in imbarazzo il Milan Champagne degli ultimi tempi che sembra oggi uno sgasato frizzantino lasciato per tre giorni senza tappo.
Segnano gli svizzeri. Pareggia Ronaldhino su rigore. Lo Zurigo resta in dieci per l’espulsione da ultimo uomo di Rochat. A questo punto sembra tutto facile per il Milan considerando anche che il Real Madrid sta vincendo con il Marsiglia. Ma Diogene, che non è un pirla e nemmeno un fesso, continua a declamare lamentosamente: cerco l’uomo, cerco il Milan, cerco il gioco.
È così che il grande Milan passa il turno. Con una insuperabile lezione di cinismo diogeneo.
#ItaliaNigeria, vista da Twitter
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