Romeo e Giulietta, ma anche l'Arena, e persino il Pandoro, in una parola Verona: "mi fa sempre più schifo". È la devastante dichiarazione di Balotelli intervistato da Sky. Causa di tanto furore il campo di gioco, che è la quintessenza dello schifo? No. Per SuperMario è stato il comportamento del pubblico notoriamente refrattario alla diversità a provocare tanto risentimento, alla fine di una partita di facile lettura. L'Inter ha vinto con tre attaccanti puri più un trequartista, con due mediani davanti alla difesa di cui uno, Vieira, alla sua ultima partita da interista. Adieu Vieira, splendida esibizione. Quattro centrocampisti titolari fermi ai box (Stankovic, Motta, Muntari, Cambiasso). Eppure vince e convince.
Come dice Aristippo, sono tre gli stati emotivi del giocatore nerazzurro (tra questi, da oggi, anche Pandev). L'uno, per cui sente dolore (ad esempio quando prende gol, cosa oggi evitata con astrologica sapienza) che è simile alla tempesta nel mare. L'altro per cui sente piacere, che è simile alla lieve onda, perché il piacere è un movimento lieve paragonabile a un venticello favorevole (ad esempio quando segna, come oggi ha fatto Balotelli, all'undicesimo, dando a Pandev l'illusione d'essere lui a segnare). Il terzo è lo stadio intermedio, per cui non si sente né piacere, né dolore, che è simile alla calma del mare (ad esempio quando la squadra gioca così così, sovrappensiero, apatica e svogliata). Oggi si è visto, per fortuna solo a sprazzi, il terzo stadio, e così l'Inter, nonostante la grinta, l'esuberanza prettamente fisica e l'agonismo del Chievo, si è portata a casa i tre punti.
Sempre secondo Aristippo, ma anche per il Pomponazzi, (beninteso anche per i tifosi interisti) il bene consiste soltanto nella sensazione piacevole, cosa che oggi nella bella città di Verona si è verificata puntualmente.
Il fine della squadra è dunque il piacere, non la felicità (vallo a spiegare agli interisti) che non viene desiderata per se stessa, bensì per i piaceri particolari di cui è intessuta. E il piacere è qualcosa di puntuale che vive nell'attimo presente.
Insomma Giulietta e Romeo sono stati una vera tragedia. Per Shakespeare e per il Chievo.
#ItaliaNigeria, vista da Twitter
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