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lunedì 18 gennaio 2010

CHIEVO VS JUVE. LA JUVE SUL LETTINO DI FREUD.

Ponendo il conflitto tra realtà e desideri al centro di ogni nevrosi e considerando quest'ultima un soddisfacimento sostitutivo di desideri inappagati, Freud che ha assunto l'incarico, ingrato, di dipanare la psiche della Juve, mostra come anche altre manifestazioni della vita calcistica juventina (società, consulenti, tifoseria) siano ricoducibili, almeno in parte, allo stesso conflitto che può generare la nevrosi. Conflitti che Freud rintraccia subito nel complesso edipico (l'eliminazione cruenta del padre: Ranieri), le inclinazioni narcisistiche (Dio come siamo belli e bravi) o perverse (torturare con raffinatezza l'Inter e Balotelli), e le fasi dell'erotismo (censura) rimossi e sepolti nell'inconscio. Così Freud mostra da quale terreno profondamente scavato nascano le migliori virtù, formazioni reattive e sublimazioni attraverso cui tutte le pulsioni perverse vengono distolte dalle loro note originarie e dirette verso mete professionalmente e calcisticamente più apprezzate.

Freud sposta il centro di gravità dell'indagine psicologia (perché di psicologia si tratta avendo la Juve un fior fiore di giocatori, potenza e salute finanziaria, capacità organizzative, e una storia inimitabile) dalla sfera conscia a quella inconscia, interpretando il comportamento della squadra alla luce del suo passato infantile e razionale. Buon lavoro, Herr Freud!

Purtroppo ha suggerito a Ferrara di togliersi di mezzo con una bella tazza di cicuta. No Freud! No. Non dare a Ferrara colpa alcuna (già di suo è superdotato di sensi di colpa) e la cicuta bevitela tu.