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lunedì 18 gennaio 2010

MILAN VS SIENA. L'ARTE DEL CALCIO CHE IRRITA PLATONE.

Agli occhi di Platone, il calcio, come tutte le espressioni artistiche, dà sui nervi perché appare anzitutto come fonte di diletto o svago, oppure come vagheggiamento di piacevoli apparenze, un dolce abbandono alla commozione del sentimento o, proprio nel caso del calcio, un divertente (non sia mai) spettacolo di passioni in movimento e contrasto.

In ogni caso una cosa frivola, indegna dell'uomo saggio. Così Platone condanna anzitutto l'arte del calcio rivolta al piacevole (cosa che attualmente il Milan produce con brasilera voluttà) alla quale imputa di accendere e rinfocolare le passioni nel cuore degli uomini anziché purificarle e di attribuire sentimenti non sempre lodevoli persino agli dei, e contro tali passioni si dimostra disposto ad ammettere solo l'arte che risponda a un fine razionale. Ma produrre fiato sul collo dell'Inter non è forse razionale per l'interesse del campionato?

E' difficile raccontare il disappunto di Platone davanti allo spettacolo di Ronaldinho (tripletta contro l'incauto Siena costretto addirittura a giocare in 10 per quasi tutta la partita, finita 4 a 0!!!!). Bisogna ammettere che lo stesso disappunto Platone lo riserva anche ai capolavori di Fidia, di Policleto, di Zeusi, di Parrasio. Insomma il Milan è in buona compagnia.

Incontrando Leonardo (quello del Milan, non quello della Gioconda) negli spogliatoi (ma perché fanno entrare Platone negli spogliatoi, cosa che fa infuriare Galliani il quale odia tutto ciò che sa di razionalità?) ha così redarguito l'allenatore del Milan: "Ma perché Leo caro ti ostini a considerare il gioco del calcio come una delle quattro forme delle divine manie!?" "Perché completa le altre tre -risponde Leo preparato- e cioè l'ispirazione profetica (Inter ti prendo), l'ispirazione religiosa (con l'aiuto del Buon Dio) e l'amore puro (proprio come dice Berlusconi, il presidente)."