Quando gli estremi si toccano, sta per nascere un ossimoro. Il lieto evento di solito riempie di stupore se non altro perché la riformulazione delle contrarietà dà origine a un cortocircuito che può fulminare o procurare un benefico elettrochoc. Perché si realizzi un perfetto ossimoro occorre però che il contrasto fra due forze di senso contrario, applicate a un medesimo oggetto (la partita Inter-Siena) e in genere fra termini che siano rispettivamente qualificabili come positivo e negativo, sia reale ed evidente. Proprio quello che s'è visto a San Siro nell'incontro fra l'Internazionale e la Provinciale.
L'Inter prima in classifica (e che prima!). Il Siena ultima. L'Inter che dovrebbe (dovrebbe) attaccare come una grande potenza e il Siena che dovrebbe (dovrebbe) barricarsi in difesa. L'Inter che interpreta una grande rappresentazione dell'Assenza (assenti ben 10 titolari), il Siena che interpreta una grande rappresentazione della Presenza (a ranghi completi e rodati da un Male-sani che è già di per sé un ossimoro). Inter reduce e caricata da un'importante vittoria. Il Siena reduce da 6 sconfitte messe in fila.
Ed eccolo l'ossimoro: una partita pazza dove tutto gira come uno non se l'aspetta. Segna il Siena. Pareggia l'Inter. Segna l'Inter. Pareggia il Siena. Segna il Siena (e a questo punto sembra fatta: un'impresa per il Siena, la prima sconfitta casalinga in 8 anni per Mourinho). Segna l'Inter, a 2 minuti dalla fine (Sneijder, l'olandese volante scende dal cielo e scaccia i fantasmi che erano parecchi). Tempi supplementari che rappresentano da sempre l'estremo dei tempi regolari. Bene, i due estremi si toccano procreando un incredibile 4 a 3 a favore dell'Inter quando a un difensore puro come Samuel si chiede di diventare purissimo centroavanti (se non è un ossimoro questo!).
#ItaliaNigeria, vista da Twitter
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vantag...











