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domenica 10 gennaio 2010

INTER VS SIENA. QUANDO GLI ESTREMI SI TOCCANO.

Quando gli estremi si toccano, sta per nascere un ossimoro. Il lieto evento di solito riempie di stupore se non altro perché la riformulazione delle contrarietà dà origine a un cortocircuito che può fulminare o procurare un benefico elettrochoc. Perché si realizzi un perfetto ossimoro occorre però che il contrasto fra due forze di senso contrario, applicate a un medesimo oggetto (la partita Inter-Siena) e in genere fra termini che siano rispettivamente qualificabili come positivo e negativo, sia reale ed evidente. Proprio quello che s'è visto a San Siro nell'incontro fra l'Internazionale e la Provinciale.

L'Inter prima in classifica (e che prima!). Il Siena ultima. L'Inter che dovrebbe (dovrebbe) attaccare come una grande potenza e il Siena che dovrebbe (dovrebbe) barricarsi in difesa. L'Inter che interpreta una grande rappresentazione dell'Assenza (assenti ben 10 titolari), il Siena che interpreta una grande rappresentazione della Presenza (a ranghi completi e rodati da un Male-sani che è già di per sé un ossimoro). Inter reduce e caricata da un'importante vittoria. Il Siena reduce da 6 sconfitte messe in fila.

Ed eccolo l'ossimoro: una partita pazza dove tutto gira come uno non se l'aspetta. Segna il Siena. Pareggia l'Inter. Segna l'Inter. Pareggia il Siena. Segna il Siena (e a questo punto sembra fatta: un'impresa per il Siena, la prima sconfitta casalinga in 8 anni per Mourinho). Segna l'Inter, a 2 minuti dalla fine (Sneijder, l'olandese volante scende dal cielo e scaccia i fantasmi che erano parecchi). Tempi supplementari che rappresentano da sempre l'estremo dei tempi regolari. Bene, i due estremi si toccano procreando un incredibile 4 a 3 a favore dell'Inter quando a un difensore puro come Samuel si chiede di diventare purissimo centroavanti (se non è un ossimoro questo!).