Cosa meglio della matematica pura, nelle teorizzazioni dei grandi matematici greci Pappo e Diofanto, può illuminarci sulla dimensione degli incubi Juve e dei sogni Milan? Pappo richiama con rigore l’attenzione sul modello Euclide alla cui metodologia egli si mantiene quanto più possibile fedele. A Pappo stanno veramente a cuore i problemi isoperimetrici degli schemi di Ferrara (rombo, 4-4-1) a cui suggerisce un aggiornamento nel campo della geometria proiettiva. E non dimentica poi i baricentri che vanno spostati a seconda dei teoremi che man mano si presentano. Pappo però non si accontenta delle soluzioni matematiche, ma invita anche a una serrata riflessione sui capolavori del passato: la grande Juve in cui contava molto non solo la tattica, ma la passione, il carattere, la grinta superiore. Tutti elementi che non sono scesi in campo nella partita con il Milan come invece è stato nella partita con l’Inter. Ma insomma, occorre avere pazienza: tutto passa perché non è questa la forza reale della Juve. Vale molto di più.
Diofanto si è occupato soprattutto di aritmetica anziché di geometria. Le speculazioni aritmetiche di Diofanto, quando lui tratta del Milan, sono caricate di significati mistico-metafisici. Rigorosa ad esempio l’affermazione che sottolinea che tutte le volte che il Milan ha vinto a Torino, vince anche lo scudetto. E il Milan sogna. A farlo sognare sono anche altri numeri: i 5 gol rifilati al Genoa e i tre rifilati alla Juve. Segno di grande potenza. E poi gli assenti di peso (Pato, Seedorf) che non sono una sottrazione, ma la dimostrazione del principio che recita “cambiando i fattori, il risultato non cambia".
Se a tutto questo ci aggiungete l’allegria dello spogliatoio (ma perché sono così allegri lì dentro? È l’elemento brasiliano che influenza?) vi trovate davanti a una gioiosissima macchina da guerra. Ora tutto può succedere e la matematica non è un’opinione.
#ItaliaNigeria, vista da Twitter
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