Uno a uno a Livorno, tra Livorno e Juve. Un bel Livorno determinato e una Juve ancora in cerca di se stessa che tenta di sottrarsi all'indistinto per affidarsi a una forma che organizzi e strutturi l'estraneo che ha dentro.
Ma dietro ogni forma (la nuova impostazione tattica di Zaccheroni sembra assecondare l'imperativo "primo non prenderle") c'è una forza più o meno intensa. L'allenatore potrebbe pensarla così: "la forma che io vi dò è realtà per me e non per voi. Ah, voi credete che quando parliamo di ri-costruzione intendiamo ricostruire case? Io mi costruisco di continuo e vi costruisco e voi fate altrettanto. E la costruzione dura finché non si sgretoli il materiale della nostra psiche (ricordate? l'ultima volta che abbiamo incontrato la Juve, era sul lettino dello psicanalista) e finché duri il cemento della nostra volontà. E perché credete che vi si raccomandi tanto la fermezza della volontà? Basta che quella vacilli un poco, addio realtà nostra. Ci accorgiamo subito che non era altro che una nostra illusione".
Fermezza di volontà, dunque, perché gli uomini ci sono. Costanza nelle intenzioni. Tenetevi forte, tenetevi forte per non dare di questi tuffi nel vuoto, per non andare incontro a queste ingrate situazioni.
Ogni forma, compresa quella dettata da Zaccheroni è insieme un'ancora di salvezza e un ceppo, un principio di individuazione e una condanna all'individuazione. L'essere Juventus deve venire "intrappolato" nella sua forma, finché questa si adatti a essa e torni ad essere La Juventus, ma una Nuova Juventus.
#ItaliaNigeria, vista da Twitter
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Ennesimo pareggio in amichevole per gli azzurri sulla strada che porta a
Brasile 2014. L'avversario stavolta è la *Nigeria*, capace di ribaltare il
vantag...











