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sabato 12 marzo 2011

Brescia vs Inter. Una questione poetica.

Vico ha dato la massima estensione nella Scienza Nuova del Calcio allo studio della sapienza poetica che è il prodotto della sensibilità e della fantasia dei calciatori.

Dopo il primo tempo scritto mirabilmente dall'Inter era prevedibile che la squadra di Leonardo portasse a casa i tre punti che le avrebbero consentito di continuare il sogno della remontada con il Milan.

Ma ecco che la fantasia, l'imprevisto creativo e la testa impegnata a Monaco per il ritorno della Champions mettono il turbo al Brescia che graziato da innumerevoli miracoli alla fine pareggia grazie a un assist di Cordoba, grande poeta dell'indicibile, e alla fine potrebbe anche vincere se Julio Cesar non si producesse in una poeticissima parata.

La poesia in campo è poesia divina perché è il trascendente a fare capolino. Poesia che è creazione (per il Brescia) e dissipazione (per l'Inter). Tutto così sublime perché perturbatore dell'eccesso, quindi fonte di violenta emozione.

Elemento primo e fondamentale di tale creazione è stato il linguaggio, cioè il gioco che non ha nulla di arbitrario.

Con ciò Vico ha riconosciuto il valore autonomo della poesia-gioco e la sua indipendenza da ogni attività intellettuale tattica.
Ed è questo il bello del calcio: il suo lato poetico e imprevedibile.