Questa è la seconda volta che Immanuel Kant lascia Königsberg: la prima quando andò in campagna a fare il precettore in una casa aristocratica e questa di Torino allo Stadio Olimpico per promozionare il suo progetto di Pace perpetua.
La scelta per il grande filosofo illuminista non è casuale, rappresentando il derby d’Italia di fine anno il massimo dell’odio e dell’inimicizia. Uno dei punti più qualificanti del progetto kantiano è quello di eliminare una volta per tutte gli eserciti permanenti dei tifosi, focolai di continue impunite provocazioni di razzismo, volgarità, risse. Kant, prima di entrare allo stadio, ha acquistato per ripararsi dall’umidità torinese una sciarpa con la scritta Inter ti odio (Non conosce l’italiano, Kant). Sciarpe andate a ruba.
La partita inizia con la Juve che si butta avanti anima e corpo e l’Inter che per un quarto d’ora non alimenta nessuna impressione di rispondere adeguatamente. Sembra ragionare. Sembra. Kant trova corrispondenze significative alle sue teorie espresse nella Critica della Ragion Pura secondo cui il primo problema è vedere come sono possibili i giudizi a priori, cioè quelli indipendenti dall’esperienza. (Juve in teoria più aggressiva, Inter in teoria superiore). Giudizi che corrispondono a quanto si vede in campo.
L’ equilibrio si spezza al 21’ quando da una punizione che gli interisti contestano, il pallone schizza su Lucio e spiazza Julio Cesar. Stadio in delirio. Italia juventina in delirio. Dopo pochi minuti Eto’o pareggia. I 3.500 tifosi interisti al seguito in delirio. Italia interista in delirio. Praticamente tutto qua. A parte il bellissimo gol di Marchisio nel secondo tempo che assegna la vittoria alla Juve. Partita fisica, nervosa, ma modesta per qualità.
Lo stesso Kant sembra deluso d’aver intrapreso un viaggio così impegnativo per una partita così povera di tecnica. Però quest’Inter così fondamentalista nel dichiarare la sua diversità morale (legge morale come imperativo categorico) affascina Kant che ne riscontra nei principi le sue indicazioni nella Critica della Ragion Pratica. D’accordo i suoi tifosi la vorrebbero meno fondamentalista e più pratica per l’appunto, ma tant’è, così è l’Inter.
La partita finisce in rissa. Casus belli il solito Balotelli. Kant si sbraccia dagli spalti urlando Pace, Pace Perpetua. Pace. Ma il suo grido viene sommerso da un mare di fischi. In lontananza brillano di bianco (anzi di bianconero) i denti di Ferrara impegnato in un raggiante sorriso.
#ItaliaNigeria, vista da Twitter
-
Ennesimo pareggio in amichevole per gli azzurri sulla strada che porta a
Brasile 2014. L'avversario stavolta è la *Nigeria*, capace di ribaltare il
vantag...











