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domenica 21 febbraio 2010

INTER VS SAMPDORIA. IL PROCEDIMENTO DIALETTICO.

L'Inter, con una operazione tipica della ragione, non ha annullato le opposizioni costitutive della spirito della partita, ma ne ha attuato il superamento in una superiore unità di strategia, di squadra, di tattica.

Una volta verificatesi le "opposizioni" che si danno nella realtà (Delneri Bestianera di Mourinho, le supposte corbellerie dell'arbitro, un nervosismo nervosissimo), la legge della ragione mourinhiana riproduce il principio immanente di sviluppo della realtà stessa. Due espulsioni nel campo interista mettono davanti alla prova del 9 la squadra, che corre il rischio addirittura di vincere.

In senso specifico, è il momento della negazione della determinazione immediata, cioè astratta e separata dallo spirito della squadra nerazzurra. Ma in senso ampio è il processo logico-ontologico in cui la determinazione astratta viene dapprima posta (la cosiddetta tesi: "Qui le prendiamo"), poi negata nella sua separatezza (la cosiddetta antitesi: "Facciamogli vedere chi siamo. Siamo l'Inter, bellezza) e infine positivamente compresa in una unità più profonda (la cosiddetta sintesi: "Ti faccio vedere che vinco anche in 9").

E' finita 0 a 0, che accontenta tutti, che scontenta tutti. Prima di tutto i tifosi interisti che sugli spalti si esibiscono in una stupefacente pañolada iberica (sventolio di fazzoletti bianchi) contro l'arbitro.