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venerdì 26 marzo 2010

NAPOLI VS JUVENTUS. ESTETICA, DAL GRECO "AISTHESIS" (SENSAZIONE).

Può una partita di calcio essere paragonata a un'opera d'arte? Plotino ci insegna che di fronte all'opera di calcio, noi non ammiriamo l'oggetto concreto (cioè la partita in sé) bensì l'idea, l'Uno che vi traspare. Chi sa scorgere tale manifestazione ha già compiuto un passo avanti sulla via della propria elevazione. Se ne conclude che il bello non è una manifestazione esteriore di ordine (in campo) o di simmetria (difensore vs attaccante), ma è ciò che viene illuminato dalla luce dell'Uno.

A Napoli c'era un solo Uno, cioè l'idea del calcio del Napoli, che pur avendo subito per primo un gol e avendo addirittura sbagliato un rigore con Hamsik, reagisce alla grande togliendo ossigeno ai bianconeri. Hamisk, Quagliarella, Lavezzi con il loro dinamismo travolgono la compassata idea di sé della Juventus (tre a uno).

Ora, per la Juventus, c'è bisogno di una nuova idea estetica per unicità di gioco, per espressività, per rottura con le modalità precedenti. Una nuova facoltà di immaginazione che dia una nuova sensazione di volontà di potenza. (E di gioco.)